Giustizia è fatta!

Da un punto di vista legale, la persecuzione giudiziaria di Assange è corretta. Chi commette crimini informatici deve essere perseguito. C'è però un particolare, che rende l'attività di Assange meno criminale agli occhi di chi cerca la verità: Assange non violava la privacy dei comuni cittadini (a cui non gliene fregava niente), violava i segreti dei potenti e dei governi. Viceversa, sappiamo che ci sono stati governi che hanno fatto dossieraggi su qualunque cittadino (anche quello più insignificante). L'esempio più noto è l'attività della STASI nella DDR, ma non escludo che oggi i paesi che formalmente si dicono democratici e occidentali non lo facciano quanto o più di quelli li, anzi sicuramente visto che i servizi segreti servono anche a questo! (con l'ipocrisia che poi parlano o fanno leggi sulla privacy ridicole, come quelle che "per registrarti ad un sito internet, devi dare il consenso al rilascio dei dati". Ok, ma se non vuoi rilasciare il consenso, sei fuori da qualunque circuito o sistema, quindi è una presa per il culo). Da un punto di vista politico, i cittadini se avessero a cuore il proprio diritto di autodeterminazione e non quello di abdicare totalmente il controllo del pianeta a terzi,…

Il paradosso logico del Debunking

Ho cercato di formalizzare il meccanismo che sta dietro al paradosso del debunking, cioè il modello logico che permette di confondere le idee all'opinione pubblica iniettando fake news che insabbiano verità scomode e devo dire che questo meccanismo lo ritrovo in quasi tutte le ipotesi di complotto in circolazione, ciò mi fa presumere che il modello funziona. Vediamo un pò: Siano : \(T\): una tesi vera da negare all'opinione pubblica \(O\): un insieme di persone (immaginiamola come l'opinione pubblica) \(I\): una tesi falsa diffusa come vera e tale che Definiamo anche il predicato \(C(x,K)\) come segue: \[C(x,K) = \{\mbox{x crede che K è vera}\}\] 1° fase: Si diffonde la tesi falsa \(I\) con l'obiettivo di raggiungere lo scopo che \[\forall x \in O:C(x,I) \implies I \implies \neg T \] 2° fase: Finchè regge la fase 1 non si prendono provvedimenti, almeno che qualcuno scopra che \(I\) è falsa e riesce a dimostrarla senza possibilità di smentita. In tal caso accade che qualcuno comincia a pensare che : \[\neg I \implies \neg \forall x \in O:C(x,I) \overset{\mbox{?}}{\implies} T \] Quando accade ciò, si mette a rischio l'insabbiamento della verità, quindi, è urgente prendere provvedimenti, partendo proprio da questo primo passaggio errato…

L'evoluzione del Marketing nell'era digitale

Ho avuto l'opportunità di avere un'istruzione media secondaria tecnica di tipo commerciale arricchita da rudimentali concetti di informatica (sto parlando di Basic e Cobol, quindi parlo di archeologia informatica!) che permetteva a noi poveri studenti, ignari del mercato, di poterci fregiare alla fine del percorso scolastico del titolo di "ragionieri programmatori". Tra gli argomenti di studio di un potenziale ragioniere vi erano il Marketing e le Ricerche di mercato. Argomenti tecnici che avrebbero dovuto caratterizzare la figura di un tipico impiegato da ufficio vendite impegnato a stabilire sempre nuove strategie per lo sviluppo di relazioni aziendali e ampliamento della clientela. Nell'era digitale, tutto però è cambiato. Nei libri di tecnica ed economia aziendale troviamo spesso paginate e paginate di spiegazioni sterili, incuranti della realtà che ci circonda, tanto quanto la preparazione tecnico-scientifica propedeutica ad affrontare le nuove sfide commerciali. Ad esempio, quelle che sono ritenute, ancora oggi, le più moderne tecniche di Web Marketing arrancano, cominciano ad avere le prime difficoltà, a tratti sembrano anche superate: L' email marketing, gli annunci pubblicitari, i pay per click o i pay per view sono ormai strategie sotto attacco, accusate di violare la nostra privacy e pertanto sotto il mirino della legge. Questo…

DOM senza restrizioni

Come qualunque altro sviluppatore web mi sono imbattutto nel classico problema dell'accesso al DOM di una risorsa web di un differente dominio rispetto all'applicazione che stavo sviluppando. Le modalità di accesso ai nodi (o tag) di una pagina di un sito esterno, attraverso automazioni di eventi applicati su iframe o finestre popup in genere sono soggette a forme di protezione da parte dei browser e dei domini stessi che ospitano la pagina. Tali misure però sono aggirabili, perchè anche se le indicazioni sono date dai server, l'implementazione è lasciata ai browser e questi, se opportunamente configurati, possono ignorarle. Armato di buona volontà, e scelto Chrome come browser di lavoro per aggirare le politiche CORS (Richieste HTTP da domini incrociati), ho trovato online una configurazione che faceva al caso mio, ma lungi da farla funzionare senza adottare ulteriori accorgimenti: ho dovuto penare per arrivare alla soluzione completa e funzionante! Pertanto, con questo articolo, voglio fornire ai lettori la soluzione chiavi in mano, funzionante e testata alla versione attuale del browser (la 69) per facilitare il lavoro a chi necessita dello stesso strumento. Chrome, permette di accedere ai contenuti cross domain, attraverso l'opzione di avvio --disable-web-security (opzione che abbassa la sicurezza del…

Rendering asincrono dei CSS

Far convergere le esigenze di sviluppo web con le indicazioni di Google PageSpeed Insights è una vera sfida, soprattutto se si ha a che fare con piattaforme di gestione contenuti o ecommerce preconfezionati da customizzare. La condotta da adottare nell'integrare script o css dovrebbe rispettare le seguenti regole: Evitare collegamenti a file esterni, perchè ogni blocco esterno rallenta la velocità di caricamento Trovare un metodo per renderizzare subito i fogli di stile o gli script relativi alla zona della pagina above the fold, contemporaneamente al caricamento della stessa Caricare in modo asincrono css e script relativi alla zona non above the fold Per gli script lato client, il problema è superabile aggiungendo async o defer come attributo al tag <script>. Mentre per i CSS il problema si complica: Spesso si ha a che fare con piattaforme che aggiungono css dentro la sezione <head> con il tag <link rel="stylesheet" href="path/fogliodistile.css" /> Riuscire ad individuare il codice lato server che si preoccupa di fare questa aggiunta, è già un lavoraccio. Individuato il punto, si pongono i problemi di ottimizzazione: come spostare il caricamento del css in fondo alla pagina? renderlo asincrono e contemporaneamente evitare una chiamata di blocco HTML esterno? Ho pensato…

Un cyberspazio imperfetto, ma funzionale

Dopo anni di esperienza e approfondimenti sul tema, sono giunto a conclusione che la ricerca della perfezione nella stesura di codice per il web è un miraggio. La complessità dei problemi e le varie sfaccettature presenti in qualunque progetto, rendono impossibile trovare un giusto equilibrio nel prodotto finale, e così come accade per un abito stretto che quando viene tirato da una parte inevitabilmente lascia scoperte altre parti del corpo, cosi accade in informatica e nello specifico, nel Web development . Mi accorsi di questo problema quando in una chiaccherata su un famoso blog di web design, venne fuori l'argomento del rapporto tra captcha e accesso ai disabili e ancora ero un "neofita" del settore. Non essendoci una soluzione valida a riguardo, tuttora quel dibattito che girava intorno ad una domanda, attende risposta : "Viene prima la sicurezza o l'accessibilità?" Ho individuato 5 aree specialistiche che si contendono, di volta in volta, la priorità nello sviluppo web. Tutti sono ingredienti necessari, ma solo uno è indispensabile (il primo). Il contenuto informativo e le funzionalità di servizio. Questo è l'unico ingrediente indispensabile. Lo scopo per cui nasce un sito è quello di fornire un servizio e tale servizio deve funzionare anche…

Connessioni tra SEO e livello di trasporto TCP

Tutti i consulenti SEO sono consapevoli, più o meno, dell'importanza della velocità di caricamento di un sito web. Sanno che questo fattore influisce sia sulla riduzione del tasso di abbandono dei visitatori, sia sul buon esito della scansione degli spider-bot dei motori di ricerca. Ma perchè ? Cosa c'è dietro a questa ossessione per la velocità ? Un "mistero" che aleggia nientemeno che su un algoritmo usato per il controllo della congestione a livello di trasporto del protocollo TCP può influire addirittura sulla SEO ? ebbene si ! E' un argomento ostico, ma chi avrà la pazienza di seguirmi in questo articolo, sicuramente alla fine ne capirà qualcosa in più e avrà sprecato bene il suo tempo. Andiamo con ordine: La comparsa di reti telematiche sempre più veloci, non solo a livello di reti cablate ma anche mobile (pensiamo al 4G, e a breve il 5G) sta spingendo inevitabilmente l'utenza a ricercare delle esperienze di navigazione altrettanto veloci. Secondo Google, nel caso delle connessioni mobile (che in genere sono più lente di quelle cablate), l'utenza si aspetta in media una risposta per ogni richiesta web non superiore ad 1 secondo. Tale secondo però è così suddiviso: 300 ms di ritardo…

Il nazionalismo sportivo

"Questa è l'italia che vogliamo" o "Realtà 1 - Pontida 0" sono frasi senza senso. L'idea di indossare una maglia azzurra e sentirsi per tale motivo automaticamente italiani è una delle tecniche di addomesticazione umana che sono state adottate per dividerci gli uni dagli altri. Al confine con la francia, la svizzera, la slovenia, l'austria se si nasce 100 metri da un lato si è italiani, se si nasce 100 metri dall'altro lato si è stranieri? O si arriva al punto di dire che le gare sportive sono patrimonio di tutta l'umanità ed espressione della vitalità e della gioia umana e si tolgono i riferimenti nazionalistici o si finisce con l'ipocrisia di dire che una nazione non è individuabile dal fenotipo maggioritario che ne caratterizza la sua popolazione nonchè dalla cultura e dalle sue consuetudini dominanti. Oggi siamo tutti obbligati a non essere razzisti per legge (ovviamente e finalmente direi...). Ci siamo scrollati di dosso, almeno sulla carta, un'incomprensibile odio su base biologica , nata da una differenza che però non possiamo negare. Esistono altre forme di razzismo più subdole e delle quali non si vuol discutere...Siamo ipocritamente obbligati a rendere onore alla bandiera, all'inno, e a tutti i simboli…