Il nazionalismo sportivo

"Questa è l'italia che vogliamo" o "Realtà 1 - Pontida 0" sono frasi senza senso. L'idea di indossare una maglia azzurra e sentirsi per tale motivo automaticamente italiani è una delle tecniche di addomesticazione umana che sono state adottate per dividerci gli uni dagli altri. Al confine con la francia, la svizzera, la slovenia, l'austria se si nasce 100 metri da un lato si è italiani, se si nasce 100 metri dall'altro lato si è stranieri? O si arriva al punto di dire che le gare sportive sono patrimonio di tutta l'umanità ed espressione della vitalità e della gioia umana e si tolgono i riferimenti nazionalistici o si finisce con l'ipocrisia di dire che una nazione non è individuabile dal fenotipo maggioritario che ne caratterizza la sua popolazione nonchè dalla cultura e dalle sue consuetudini dominanti.

Oggi siamo tutti obbligati a non essere razzisti per legge (ovviamente e finalmente direi...). Ci siamo scrollati di dosso, almeno sulla carta, un'incomprensibile odio su base biologica , nata da una differenza che però non possiamo negare. Esistono altre forme di razzismo più subdole e delle quali non si vuol discutere...Siamo ipocritamente obbligati a rendere onore alla bandiera, all'inno, e a tutti i simboli nazionalistici di cui si fa largamente uso nello sport, dai mondiali all'atletica e nello stesso modo in cui lo si fa nelle parate militari, nelle ricorrenze patriottiche ed istituzionali.

E' innegabile che se oggi diciamo che nella staffetta femminile 4x400 ha vinto l'italia, lo dobbiamo solo e grazie ad un certo fenotipo, che sappiamo portare in dote determinate potenzialità sportive, non certo a delle italiane viziate dal color bianco mediterraneo, che hanno altro per la testa piuttosto che il sacrificio, l'impegno e la dedizione.

Il problema non sono le 4 atlete di colore, il problema è riconoscere che dobbiamo ricorrere a fenotipi non maggioritari per poter vantarci di vincere e poi ipocritamente dire che "questa è l'italia che vogliamo!". Tale ipocrisia la trovo più nella bocca degli stessi che non perdono tempo a dare del razzista a chiunque, salvo poi elogiare la parola italia, costituzione, bandiera ecc. ecc. che altro non sono, che ulteriori invenzioni di divisione, non su base biologica ma su base burocratica internazionale.

Se poi qualcuno dice che in Italia non può entrarci tutta l'africa, per questioni puramente matematiche (numeriche e di densità territoriale), si è etichettati come razzisti. Evidentemente qualcuno prima di aprire bocca dovrebbe attivare i neuroni sia se proviene da una destra con vere tendenze razziste, sia per chi proviene da una sinistra con tendenze internazionaliste ma completamente dissociata dalle evidenze numeriche, ma che all'occorrenza non disdegna di cantare l'inno, indossare una maglia, inneggiare (quando ci va bene) ad una squadra durante i mondiali di calcio, abbandonadosi alla consuetudine più italiana che ci sia e perfettamente rappresentata da Fantozzi: "partita, spaghetti, birra e rutto libero".

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